LUNA: L’astro e l’estro

LUNA: L’astro e l’estro
Mostra a cura di Renato Corsini, Albano Morandi e Elena Di Raddo.

–> Inaugurazione sabato 5/10 ore 18.30

Fin dall’antichità, la Luna, non ha smesso di affascinare gli esseri umani, dalla Storia vera (II sec. d.C.) di Luciano di Samosata ad Astolfo che nell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto (1516, c. XXXIV, vv. 70-87) si reca proprio sulla Luna – dove si raccolgono le cose perse sulla Terra – per recuperare il senno del paladino cristiano.

La Luna è sempre stata dunque una sorta di specchio , in cui si riflettono le domande, i desideri e le ansie dell’uomo: nell’ultimo centinaio d’anni, ovviamente, questa proiezione non ha fatto altro che intensificarsi. Dopo Georges Méliès, il riferimento principale è senza dubbio 2001: A Space Odyssey (2001: Odissea nello spazio, 1968) di Stanley Kubrick, tratto dal romanzo omonimo di Arthur C. Clarke, che precede esattamente di un anno lo sbarco degli astronauti americani dell’Apollo 11 sul nostro satellite. Diventa quasi impossibile quantificare l’impatto e l’influenza di questo film non solo sul cinema successivo, ma sull’intero immaginario culturale collettivo (da Space Oddity di David Bowie a The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, alla copertina di Presence dei Led Zeppelin , fino a Dark Star di John Carpenter, I Simpson, Futurama e Amused to Death di Roger Waters).

Inutile ricordare quanti maestri dell’arte contemporanea hanno riflettuto e realizzato opere ispirate da queste nuove scoperte della scienza e della tecnica. Pressoché contemporanea di 2001 è La luna di Fabio Mauri, originariamente realizzata per la pionieristica rassegna Teatro delle mostre (1968) alla Galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis, ed esposta successivamente nell’ambito della mostra epocale Vitalità del negativo(1970), curata da Achille Bonito Oliva al Palazzo delle Esposizioni di Roma: di recente l’opera – caratterizzata da una sorta di allegra desolazione – è stata visitabile in occasione della mostra Dalla caverna alla luna (2017) al Centro Pecci di Prato. Ma non dobbiamo dimenticare come le opere spazialiste di Lucio Fontana segnino una significativa riflessione verso la scoperta di nuove dimensioni dello spazio iniziata già nel 1947 con il manifesto spazialista e verso la fine del 1958 con i primi tagli. Dalla metà degli anni ’60 Giulio Turcato esegue una serie di opere in gommapiuma a cui significativamente dà il nome di “Superficie lunare”. Ma anche il blu di Yves Klein o le socle du Monde di Piero Manzoni hanno se non anticipato, almeno accompagnato le contemporanee visioni del cosmo che ci venivano fornite dalle immagini provenienti dai satelliti, immagini che hanno accompagnato l’ingresso della Terra in quello che Alberto Boatto ha definito “lo stadio dello specchio” contribuendo a far sì che la terra, attraverso uno “Spaesamento ecumenico” si trasformasse nel più grande dei Ready-Made mai realizzati.

Ed è appunto partendo da questo testo profetico del 1981 di Alberto Boatto: “Lo sguardo dal di fuori” che abbiamo pensato a questo allestimento.

È nostra intenzione presentare uno spaccato, certamente non esaustivo (il tempo limitato e le risorse non ce lo permetterebbero), di quanto premesso, non dimenticando di considerare anche quanto la storia locale ha contribuito nell’immaginario visuale, partendo dalle incisioni rupestri della Valle Camonica, passando per il cielo stellato della volta di Santa Maria in Solario, fino ad alcune rappresentazioni sette/ottocentesche presenti nelle collezioni dei musei cittadini.

Le immagini della NASA scattate dagli astronauti dell’Apollo 11 faranno da contrappunto scientifico alla rappresentazione lunare, come le immagini utilizzate per le copertine dei dischi delle band succitate ci mostreranno l’impatto che queste riflessioni hanno avuto anche nella cultura pop. Il tutto sarà accompagnato da una specifica colonna sonora di “musica celeste”, appositamente composta e eseguita durante l’inaugurazione la sera della “Notte della Cultura,” e da una serie di documenti letterari tra prosa e poesia narranti il nostro caro satellite.

VISITA

6/10 al 3/11
martedì – domenica ore 15.00 – 19.00
Palazzo Martinengo Colleoni di Malpaga
MO.CA, via moretto 78, Brescia.